L’Es di Gianfranco Fino mette d’accordo tutte le guide del vino 2014

es-numero-1 Riuscire a mettere d’accordo le guide del vino italiano non è mai stata una facile impresa, ma il Primitivo di Manduria Es di Gianfranco Fino c’è riuscito ancora una volta. Winenews ha incrociato i giudizi delle 6 guide di riferimento, la guida Vini d’Italia “Gambero Rosso” con i “Tre Bicchieri”; la guida Vini d’Italia de “L’Espresso” con le “Cinque Bottiglie”; la guida “I Vini di Veronelli” con le “Tre Stelle , la Guida “Duemilavini” di Ais/Bibenda con i “Cinque Grappoli”, l’“Annuario dei migliori vini italiani” di Luca Maroni con i vini alto indice di piacevolezza, e la guida di Slow Food, “Slow Wine” con i “Grandi Vini”, e per il 2014 il risultato incorona l’ES al primo posto. Personalmente apprezzo davvero “Es” , trovandovi qualità non comuni, così come in chi lo produce Gianfranco e Simona. Vi riporto, dunque, una chiaccharata con Gianfranco, il vignaiolo che è ormai con sistematicità riesce nell’impresa di ricevere consensi unanimi da tutti crtici enoici italici. Come è iniziata la tua avventura? “Tutto comincia all’età di 13 anni quando sono andato a studiare enologia a Locorotondo e pur non avendo un’estrazione rurale mi sono appassionato all’agricoltura ed al mondo del vino. Ho esercitato la professione per tanti anni poi nel 2004 ho acquistato un piccolo vigneto ad alberello in agro di Manduria e così è iniziata la mia avventura da produttore. L’Es ha un nome particolare e proviene da vecchi alberelli Si, ho rilevato questi terreni dove vi sono alberelli che vanno dai 50 agli 80 anni, ho poi effettuato una selezione massale per poter riproporre il classico alberello pugliese con fittezze di 12.000 piante per ettaro, un’agricoltura che abbiamo ereditato dai Greci dato che Taranto è stata una culla della civiltà ellenistica. ES, come afferma il nome che con mia moglie Simona abbiamo voluto dargli, è passione pura, è frutto di grandissima cura in vigna ed in cantina, quando si lavora bene in campo facendo maturare correttamente le uve e contenendo le rese, il Primitivo fornisce ottimi risultati. gianfranco-fino-giornalevinocibo Quanta uva produco queste piante? Gli alberelli dal quale deriva hanno poche gemme e donano solo quattrocento grammi di uva per pianta. In cantina è fondamentale l’utilizzo delle basse temperature perché più alto nel futuro vino sarà il grado alcolico potenziale, più basse è necessario che siano le temperature di fermentazione. Importante poi ossigenare il mosto per evitare problemi di riduzione e conseguente produzione di componenti solforati, o arresti fermentativi attraverso il delestage da effettuarsi due volte al giorno. Questi riconoscimenti unanimi al tuo vino giudicato il migliore d’Italia che sensazioni ti da? Una gran soddisfazione personale ed una grande promozione per il vino di Puglia, spero che questo mio successo possa stimolare i giovani che hanno abbandonato le campagne ad impegnarsi, e che ne possa avvicinare di nuovi, dato che le nostre campagne sono popolate da persone che hanno superato i 65 anni, nel nostro territorio tarantino con il Primitivo si possono fare grandi cose.

Scritto da Luigi Salvo
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